UNI/PdR 125
UNI/PdR 125 – Parità di Genere
Prassi di Riferimento UNI per i sistemi di gestione della parità di genere. Linee guida per la certificazione PdR 125:2022.
Che cos'è UNI/PdR 125
La UNI/PdR 125:2022 definisce un sistema di gestione per la parità di genere, basato su 6 aree (cultura, governance, processi HR, opportunità di crescita, equità retributiva, tutela genitorialità).
L'obiettivo
Certificare l'impegno aziendale verso la parità di genere con KPI misurabili. Accesso a sgravi contributivi INPS (1% premi previdenziali) e premialità nei bandi PNRR.
I vantaggi concreti
Perché UNI/PdR 125 conviene davvero.
Sgravio contributivo
Esonero fino all'1% dei premi previdenziali (max 50.000€/anno).
Premialità bandi
Punti in bandi pubblici PNRR.
Engagement
Riduzione turnover, brand reputation, attrattività talenti.
ESG
Indicatore S (Social) misurato e rendicontabile.
Come lavoriamo
Il nostro approccio.
01
Gap analysis
Audit iniziale per fotografare lo stato attuale e identificare i gap rispetto alla norma.
02
Implementazione
Progettazione del sistema, redazione documentale, formazione del personale.
03
Audit interno + Riesame
Verifica interna di funzionamento del sistema prima dell'audit di certificazione.
04
Mantenimento
Assistenza continua, audit annuali, aggiornamenti normativi.
Domande frequenti
Tutto quello che vuoi sapere su UNI/PdR 125 .
Le domande che ci fanno più spesso. Non trovi la tua? Scrivici.
Quanto vale lo sgravio contributivo UNI/PdR 125?
1% dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro, fino a 50.000€/anno per azienda. Cumulabile con altri benefici. Per un’azienda di media dimensione, lo sgravio può ripagare il costo della certificazione in poche mesi.
Quali sono le sei aree di valutazione?
Cultura e strategia, governance, processi HR, opportunità di crescita e inclusione, equità retributiva, genitorialità e cura. Ogni area ha KPI specifici per fascia dimensionale aziendale, monitorati semestralmente e auditati annualmente.
Posso aderire se sono una piccola impresa con pochi dipendenti?
Sì. La norma prevede KPI tarati per fascia dimensionale, anche per micro e piccole imprese. Le aziende piccole hanno indicatori semplificati ma misurabili. Il valore non è solo lo sgravio: è la strutturazione di processi HR che spesso mancano del tutto nelle PMI italiane.
Come faccio a partire?
Si comincia con una gap analysis sulle sei aree (1-2 settimane), si scrivono le policy mancanti, si raccolgono i KPI baseline, si definisce il piano di miglioramento, si avvia il monitoraggio semestrale. L’audit di certificazione arriva dopo 6-12 mesi di operatività documentata.
Esistono contributi pubblici per coprire i costi del percorso di certificazione?
Sì, ci sono diverse linee di finanziamento che spesso coprono una quota significativa della spesa (consulenza + ente di certificazione). I principali per le aziende altoatesine:
- Provincia Autonoma di Bolzano – Legge Provinciale 14/2006 e direttive collegate sull’innovazione, digitalizzazione e sostenibilità, con contributi a fondo perduto fino al 40-50% delle spese di consulenza e certificazione per PMI.
- IDM Südtirol – bandi specifici per innovazione, transizione digitale e sostenibilità (anche per processi di certificazione).
- Camera di Commercio di Bolzano – voucher digitalizzazione PID (Punto Impresa Digitale), contributi per formazione 4.0, bandi periodici per certificazioni qualità, ambiente, sicurezza e cyber.
- PNRR e fondi europei – bandi periodici (Transizione 5.0, ISI INAIL, GOL, ecc.) a seconda della norma e del settore.
PL Consulting assiste le aziende nella ricerca dei contributi pubblici più appropriati e delle migliori pratiche di finanziamento tramite propri partner specializzati, dall’analisi di ammissibilità fino alla predisposizione e rendicontazione della domanda.
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